La follia che ci abita tutti


figliodio

Figlio di Dio, di Cormac McCarthy

Nella tradizione mitologica  greca i figli di Dio sono Dioniso, Prometeo e Eracle. Con loro morte violenta, essi danno agli uomini piena coscienza di sé. Come espressione della divaricazione dalla vita, la coscienza è sempre coscienza lacerata. Ed è per questo che i figli del Dio sono sacrificati, scontano la scissione da cui sono nati. Il dramma della separazione.

La tradizione cristiana s’innesta nella precedente cultura pagana, e nella Bibbia è il Cristo, il figlio di Dio, che salva l’umanità dalla colpa del peccato con il sacrificio della croce. Cosa c’entra tutto questo con il Figlio di Dio di McCartthy. Cosa c’entra con Lester Ballard, un solitario disadattato, killer seriale, stupratore e necrofilo che vive il selvaggio Sud delle campagne, dove i giorni sono scanditi da linciaggi e impiccagioni.

Forse no, ma se pare non esserci scampo per un’umanità colpevole, le ragioni vanno trovate nelle nostre antichissime radici. Nel nostro profondo sé. Forse MacCarthy ci sta dicendo che la follia e la violenza abitano la ragione e la ragionevolezza, alloggiano nel nostro cuore più di quanto non pensiamo. L’olocausto è l’edificazione di una scissione, la nascita della differenza nell’unità originaria che non sa di sé. E il sacrificio del figlio di Dio è la violenza implicita in ogni distacco, una violenza che allontana quella più grande contenuta nel misconoscimento della differenza.

Lester Ballard non fu mai imputato di alcun crimine. Lo mandarono prima in un ospedale e poi lo rinchiusero in una cella a fianco di uno che aveva avuto l’amabile abitudine di aprire il cranio alla gente e mangiarne il cervello con un cucchiaino.

A margine di tutto, potete pensare qualsiasi cosa. Il suo mondo così poeticamente violento e altrettanto atrocemente tenero. McCarthy è uno di quei pochi autori per me ‘maledetti’. Mentre li leggi, in realtà leggono te. Non sei tu, lettore, che entri nel loro mondo descritto, in quella regione della mente che sospende ogni verità.  È la liturgia. Sfogli ogni pagina, poi chiudi il libro e infine lo riponi nel suo ossario. Lo sai questo. No, non è così per lui. È lui che entra nel tuo cervello. Ti legge. Legge te, in realtà. Fate attenzione. È un fottuto autore che vi fotte.

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